1° Itinerario
Piazza S. Sebastiano – Via S. Sebastiano -
Via Milano – Via Montescuro – Via R. Vaglio – Corte Grande – Via Vitt. Emanuele III – Via A. Diaz – Via Ospedale – Vico Coronelle – Largo Sascianne- Via Colonna – Via Caldarelle – Piazzetta chiesa.
L’itinerario turistico, prima di addentrarci nel borgo antico, ha inizio da largo Goldoni ove sotto il mercato coperto si trova uno dei più antichi trappeti ipogei per l’estrazione dell’olio. L’opificio ha avuto una finzione primaria nell’economia del paese di proprietà della corte marcheale; sono rimasti integri i torchi in legno, la pietra molitrice le vasche che contenevano l’olio, le “sciaie” per il deposito delle olive. Usciamo dal frantoio e ci portiamo nel centro storico attraverso Porta S. Sebastiano unica superstite delle tre porte monumentali (Porta Castello e Porta S. Antonio) e di due per usi militari (Porta S. Stefano e Porta S. Angelo) che definivano un tempo il passaggio nelle mura, oggi ricostruibili lungo le attuali vie Garibaldi, Roma, Cavour, XX Settembre e Nizza. Conosciuta nel XVI secolo con il nome di Porta la Grotta o Porta dell’Antro, l’odierna porta risale al 1748 ricostruita a spese della civica amministrazione a seguito del terremoto del 20 febbraio 1743. La struttura dell’opera di probabile influsso stilistico di architetti napoletani e di Mauro Manieri, è tripartita longitudinalmente da quattro colonne di stile dorico sulle quali in concomitanza degli assi poggiano quattro cuspidi; nella parte centrale un arco a tutto sesto sostiene una lunetta formata da un timpano semicircolare ove sono allocati lo stemma della civica amministrazione a destra, quello delle famiglie feudatarie Pinelli – Pignatelli a sinistra, quelli del Capitolo e Clero e della chiesa cattolica al centro. Sull’asse dell’arco poggia la statua in pietra leccese eseguita il 1859 dal galatonese Pantaleo Larini.
Varchiamo la porta e svoltiamo a destra per via Milano ove possiamo ammirare al civico 35
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2° Itinerario
Piazza Costadura – Via G. Lezzi – Lago S. Antonio- Via P. Amedeo – Via Tafuri – Via Rubichi – Largo S. Angelo – Piazza Costadura – Via Convento – Piazza SS. Crocifisso – Via Garibaldi – Via Tunisi – Via Fulcignano.
Il percorso si diparte da piazza Costadura, l’agorà cittadina, nella quale si affaccia l’antico Sedile e l’attigua torre campanaria terminata il 1809, il palazzo di città, la chiesa dei santi Sebastiano e Rocco. Sede fino al 1880 della pubblica amministrazione, il Sedile è opera dell’architetto Onofrio Fanuli che lo costruì assieme alla torre campanaria il 1589.
“Fece detto Onofrio un orologio mirabile in questa terra di Galatone sua patria, con dodici ninfe ballerine attornio la campana, che battevano la medesima secondo richiedeva il tocco dell’hore; et in detto orologio dalla parte esteriore si vedeva, oltre la sfera solare, in una finestra, una luna che cresceva e mancava secondo cresce e manca in cielo”.
L’occhio si sofferma sulla chiesa di S. Sebastiano ma il nostro cammino volge a sinistra per via Giacomo Lezzi ove possiamo ammirare sulla parete del civico 4 lo stemma del Comune datato 1589 replica di quello logoro incastonato alla parete. Più oltre, all'incontro delle vie Tafuri e Giacomo Leuzzi, sorge la chiesa della Confraternita dell'Immacolata conosciuta col nome di S. Giovanni Battista.
La chiesa è stata costruita tra il 1635 ed il 1653, su disegno proposto dal copertinese Evangelista Profilo, ad opera sei maestri costruttori di Nardò, Ortensio, Cesare e Sansone Pugliese che avevano già prestato la loro opera per la chiesa del Crocifisso di Galatone.
La facciata, eseguita con maestria secondo i motivi architettonici catalano-durazzeschi, ha un finestrone che racchiude una grata in pietra leccese elegantemente lavorata, sul quale, in una nicchia, è allocata la statua lapidea della Vergine Immacolata.
La porta d'ingresso è sormontata da una nicchia a forma di mezza luna ove un affresco sbiadito, datato 1702, riproduce le immagini dell'Immacolata, di S. Francesco d'Assisi e di S. Giovanni Battista. Su via Leuzzi nella nicchia posta sulla porta cieca, è allocata la statua in pietra leccese di S. Giovanni Battista; in alto le bocche di due gattoni in pietra leccese assolvono al compito di grondaia.
L'interno, ad una sola aula con copertura a volta di modeste dimensioni, ospita il pregevole altare in pietra leccese eseguito il 1670 dal chierico copertinese Ambrogio Martinelli: di ignoto autore è l'ornato che raffigura la Vergine Immacolata posto al centro dell'altare. Sul lato destro è allocato un piccolo organo a canne costruito dalla ditta Paolo Mentasti e figlio di Novara il 1877; sotto di esso appese alla parete vi sono la tela di S. Giovanni Battista firmata dal neritino B. Fanza il 27 aprile 1873 e la tela della Madonna del Buon Consiglio. La chiesa ospita le statue in cartapesta della Vergine Immacolata, di S. Pasquale Bailon e quella in legno di S. Giovanni Battista.
Il piccolo campanile a vela posto sulla parete nord della chiesa ospita la campana del 1600 dei frati minori cappuccini.
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3° Itinerario
Largo S. Sebastiano – Viale XXIV Maggio – Via XX Settembre – Via Gallipoli – Via S. Nicola di Pergolato – Via Abbazia.
Il percorso della lunghezza di circa 10.7 chilometri percorribili preferibilmente in bicicletta ma anche in macchina, dopo aver percorso le vie cittadine Viale XXIV Maggio, Via XX Settembre, Via Gallipoli - sulla strada sono presenti diverse villette stile eclettico con motivi arabeggianti -, giunti al semaforo svoltiamo a destra per via S. Nicola di Pergolato; prima della confluenza con via del Mare incontriamo torre Moro in contrada Vasce e successivamente la chiesetta di S. Pietro in Vincoli. La chiesetta fu costruita per devozione della famiglia Moro rappresentata nel blasone gentilizio dipinto sul pannello frontale dell’altare che reca la data 1795: una testa scura che guarda la falce di luna. La chiesa é un’aula con un unico altare sul quale è posta la tela raffigurante la Madonna del Rosario che consegna il rosario ai santi Domenico di Guzman e Caterina da Sienai. Nel riquadro più piccolo è rappresentato l’Angelo che libera l’apostolo S. Pietro dalle carceri di Gerusalemme. Svoltiamo a destra e subito dopo a sinistra lasciando alle spalle le ultime case del paese. La strada si biforca dopo trecento metri; prendiamo la via di destra. La strada è leggermente tortuosa ma comoda, e la zona, coltivata prevalentemente ad oliveto, è costellata di case e villette per la villeggiatura estiva. Superato il ponte sul quale scorre la superstrada Lecce-Gallipoli, svoltiamo a sinistra: la contrada prende nome di “Patia” per la presenza del complesso abbaziale, un tempo fiorente, denominato S Nicola di Pergolato.
Il monastero di origine bizantina dell’ordine di S. Basilio dista da Galatone
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ITINERARIO RURALE EST
L’itinerario si diparte da Piazza Umberto I e si procede in direzione di Galatina. Si sviluppa per Km.___ ed è percorribile sia in macchina, sia in bicicletta.
Superato l’incrocio semaforico dopo aver incontrato sul lato sinistro villa De Paolo e prima di giungere alla cantina cooperativa sociale vinicola svoltiamo a sinistra. La strada conduce a torre Tafuri – Prete la cui struttura settecentesca è resa elegante dal porticato d’ingresso che consente una confortevole residenza estiva. Continuando il percoso, la strada conduce ad un crocevia giunti al quale svoltiamo a destra e successivamente a sinistra. A distanza di circa cento metri dalla strada, scorgiamo sul lato destro torre Meca caratterizzata dalla presenza sul fronte della struttura di una meridiana dipinta. Superiamo la torre e svoltiamo a sinistra. La strada si interseca con il tracciato viario medievale che congiungeva Galatone a Galatina. Siamo nel feudo di Tabelle. Il territorio ricco di testimonianze storiche è attraversato dal canale dell’Asso che in questo luogo prende il nome di Raschione.
Tabelle antico casale localizzato a Nord – Est del territorio di Galatone comprende un’estensione che abbraccia anche il territorio di Galatina. Il casale ha origine bizantina e lo confermano i nomi dei luoghi di culto presenti nel territorio (S. Lucia – S. Nicola – S. Eleuterio – S. Onofrio – S. Marco – S. Demetrio – S. Maria – S. Vito della Latronica – S. Costantino) e dei numerosi reperti fittili e ceramici ritrovati.
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Fonte: Guida di Galatone Storia Arte Paesaggio
Francesco Potenza- Congedo Editore- 2002
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